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Alcune informazioni
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Nato a Pisa il 13 Giugno del 1976, devo la mia passione per l'Astronomia ad una mia insegnante delle scuole medie, che nel 1989, con una gita organizzata, ci portò in visita al Planetario dell'Istituto Nautico di Viareggio. All'uscita della proiezione, il docente della relazione ci consegnò una serie di fotocopie che guidavano alla scoperta dei pianeti e delle stelle visibili nei mesi successivi. Imparai le fotocopie a mente, iniziai ad osservare il cielo con il binocolo 7x50 di mio padre e, con il regalo di Natale dello stesso anno, seguivo il moto dei satelliti di Giove con il mio primo telescopio: un Konus altazimutale da 60mm.
Ricordo che lo portavo ovunque: a casa dei nonni a Viareggio durante le vacanze estive, in camera mia per guardare i pianeti attraverso la finestra aperta in pieno inverno ed altre cose simili. Con "lui" scoprii le fasi lunari ed i crateri, Giove ed i suoi satelliti, Saturno ed i suoi anelli... Certo, le prestazioni lasciavano un po' a desiderare (solo per mettere a fuoco ci voleva una pazienza enorme), il telescopio traballava un bel po', aveva un cromatismo notevole, ecc., ma si sa... il primo telescopio non si scorda mai!!
Poi però lo scordai davvero: osservavo sempre da solo, testi, cartine ed atlanti non abbondavano e ben presto mi passò lo spirito arrembante dei primi tempi e il primo telescopio finì dapprima in un angolo della sala, poi in un ripostiglio...
Qualche anno più tardi usciva in edicola la raccolta a schede "ASTRONOMIA: Dalla Terra ai confini dell'Universo" con gli articoli di Margherita Hack, Corrado Lamberti, Walter Ferreri, Paolo Farinella, solo per citarne alcuni. Ritiravo il fascicolo puntualissimo ogni settimana, nel giorno esatto di uscita, ogni volta non vedevo l'ora di scoprire qualcosa di nuovo. All'interno, nei capitoli dedicati alle costellazioni, le splendide foto di Akira Fuji e poi gli oggetti da osservare, i dati fisici, le curiosità... insomma una semplice pubblicazione aveva portato aria fresca nel mio "mondo astronomico" ed era arrivata una nuova ondata di passione.
Con essa arrivò anche il secondo telescopio, lo vedete nella foto qui a sinistra, bianco, dell'Auriga, il famigerato 114 C Tanzutsu!!
Che dire? A questo pezzo di ottica astronomica devo la scoperta dei miei primi oggetti del profondo cielo: le nebulose estive del Sagittario, la Ring nebula, la Galassia di Andromeda, la Nebulosa di Orione. E i soggetti inquadrati non erano nemmeno male... trovarli però era tutt'altro che facile!!!
Già perchè il problema non era il telescopio, ma il cercatore. Quei gran pensatori dei progettisti avevano avuto la brillante idea (è proprio il caso di dirlo) di equipaggiare il Tanzutsu con un cercatore reflex: uno specchietto ribaltabile intercettava un po' della luce che entrava dalla lastra correttrice e la indirizzava all'occhio del malcapitato astrofilo. Quando cercavo un oggetto deep-sky, individuavo una stella di riferimento ad occhio nudo, poi guardavo nel campo del cercatore e... voilà... la stella era sparita! Avrà avuto una magnitudine limite di 4-5. Dalla disperazione mi ricordo di aver smontato il vecchio cercatore del Konus da 60mm e di averlo montato sul 114mm con del nastro biadesivo... Di fatto, tutti gli oggetti invisibili ad occhio nudo, rimanevano tali anche al cercatore del Tanzutsu... Col passare del tempo lo usai sempre meno ed ora riposa abbandonato nel solito angolo della sala.